Pensano di candidare direttamente Enrico Letta visto che è il premier uscente. E di continuare con Guglielmo Epifani nei panni di segretario del partito. Così almeno propone Davide Zoggia, che però non è un esponente qualsiasi ma l’attuale responsabile organizzazione PD, nominato dallo stesso Epifani, uomo chiave per la gestione delle prossime – a questo punto eventuali – primarie.
Una scelta di questo genere avrebbe un solo e unico scopo: rimandare ancora una volta il cambiamento/rinnovamento del PD, per mantenere in piedi l’attuale gruppo dirigente: che però è sempre più screditato agli occhi degli elettori e anche di molti iscritti e militanti. D'Alema, Marini, Bersani, Fioroni, Bindi, Franceschini, Sposetti, Finocchiaro, Violante, ecc. Nel centro sinistra hanno sempre comandato loro. Stiamo parlando del gruppo dirigente più longevo – e più perdente – della storia europea, al comando prima dei rispettivi partiti, poi del PD, da oltre vent’anni. In tutti i partiti d'Europa, nessuno è mai rimasto al comando per tanto tempo e contemporaneamente ha collezionato così tante sconfitte elettorali.
Ora, però, oltre dieci milioni di elettori che votano a sinistra non li vogliono più vedere: troppe volte sono rimasti delusi, traditi dai loro comportamenti, stufi delle solite promesse mai mantenute. Questo gruppo dirigente, non più capace di offrire un progetto di futuro credibile per il nostro paese, è arrivato al capolinea. E loro lo sanno! Il guaio è che, terrorizzati dalla perdita del potere, non pensano proprio a farsi da parte. La candidatura e probabile vittoria di uno come Matteo Renzi, sarebbe la loro fine. Per questo stanno facendo di tutto per rinviare il congresso e le primarie aperte. Calpestando lo statuto del PD che fissa delle scadenze precise. Ignorando l'enorme richiesta di cambiamento che viene sollecitata da tutti.
L'offerta di D'Alema a Renzi di guidare lui il centrosinistra alle prossime elezioni, in cambio della sua rinuncia alla guida del partito, suona falsa. Il vecchio gruppo dirigente del PD non è assolutamente in grado di affrontare nuove elezioni: ha perso con Bersani e perderebbe con qualsiasi candidato che provenga dalle sue file. Per questo – come i meno sprovveduti tra loro sanno bene – hanno un bisogno assoluto di Renzi. Ma nei loro piani Renzi deve essere un nuovo Romano Prodi: un leader senza partito, senza reale potere nel partito. Non a caso, Prodi è già fuori da un pezzo dalla politica italiana. Mentre gli altri sono sempre li, immutabili.
Matteo Renzi, con la sua consueta chiarezza, ha già declinato questa offerta: "Non è che vinco io, è che perdono loro!" Perché sa che la sua candidatura a primo ministro, senza cambiare il resto, non basterebbe per vincere. Gli elettori non si fidano più. Vogliono dei cambiamenti veri.
E l'unico modo per dimostrare con i fatti un reale cambiamento, è aprire il congresso. Confrontare le diverse proposte politiche. Contarsi ed eleggere finalmente una nuova leadership e un nuovo gruppo dirigente. A questo servono i congressi. Questo ci chiedono i nostri elettori.
Chiunque cerca delle scuse per rimandare questo appuntamento, per sottrarsi ad un doveroso rendiconto, fa solo del male al PD e fa infuriare i suoi sostenitori. I vecchi padroni del partito, si affannano a cercare soluzioni. Non si rendono conto che loro non sono la SOLUZIONE, ma fanno parte del PROBLEMA. Noi, elettori delusi dal PD, non ne possiamo più. Vogliamo eleggere democraticamente un nuovo gruppo dirigente. Il Congresso si deve fare subito. Adesso!
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