MANIFESTO ADESSO! SASSO MACONI Insieme x Matteo Renzi

L'Italia è un paese senza fiducia. In una crisi economica gravissima. Dove si fa fatica a immaginare un futuro per i nostri figli.
Occorre una politica diversa. Con una nuova generazione di politici. Donne e uomini nuovi e credibili.
In grado di guidare un progetto di un Italia moderna. Per ridare fiducia e prestigio al nostro paese e ai suoi cittadini.
Crediamo che Matteo Renzi sia la persona giusta per interpretare questa grande voglia di cambiamento.
L'unico politico in Italia, che sa immaginare il futuro come una speranza e non come una minaccia.

Vogliamo un partito riformista, capace di rappresentare i valori e i desideri della maggioranza degli italiani.
Il Partito Democratico, non può essere solo un contenitore, una somma di correnti che litigano tra di loro. Occorre una leadership autorevole. Ci serve un leader vero. Eletto democraticamente attraverso le primarie. Primarie vere. Aperte a tutti i nostri elettori, senza barriere, senza respingimenti.
Il PD non può continuare a essere un partito del 900. Un partito identitario, che concepisce il proprio elettorato ancora come un blocco sociale. Che rappresenta solo una parte degli degli italiani.
Noi sostenitori di Matteo Renzi vogliamo che il PD abbia quella vocazione maggioritaria per cui era nato. Che si rivolga a tutti gli italiani. Per cercare consensi ad ampio raggio. Per noi i veri interlocutori devono essere i cittadini elettori, e non la “base”. Lo zoccolo duro elettorale di sempre.
Il PD deve diventare un partito moderno. Realmente riformista. In grado di rappresentare i nuovi valori della sinistra. Che sa coniugare il merito con con la solidarietà. I diritti con i doveri.
Il PD deve diventare un partito aperto e contendibile. Un partito che appartiene prima ai suoi elettori, e poi agli iscritti. Perché le elezioni si vincono con gli elettori, non con gli iscritti.
Dove i dirigenti non vengono indicati dal vertice. E poi restano dirigenti per sempre.
La politica non può essere un mestiere. I politici non possono restare in carica a vita.

Anche qui a Sasso Marconi, c'è molto lavoro da fare. Tante cose devono cambiare.
Abbiamo circa 400 iscritti, ma la maggioranza di loro non partecipa in alcun modo alla vita democratica del ns. partito. Quelli che partecipano sono appena 100 persone.
La ns. capacità politica di rappresentare i ns. cittadini è sempre più scarsa.
La presenza del PD sul territorio è ormai ridotta solo alle feste dell'Unità.
Eppure quando organizziamo le primarie, partecipano circa 2.000 cittadini. Un numero altissimo considerando le dimensioni di Sasso Marconi. Quindi la voglia di partecipare non manca.
Peccato che a parte quel giorno, noi non abbiamo più alcun rapporto con i ns. elettori. Per noi sono degli sconosciuti. Se vogliamo rilanciare davvero il nostro partito non possiamo che partire da li.
Come sostenitori di Matteo Renzi qui a Sasso Marconi, vogliamo un partito più aperto e inclusivo.
Che appartiene a tanti e non a pochi. Non possiamo più continuare a coinvolgere i nostri elettori solo il giorno delle primarie. Vogliamo che i nostri elettori siano coinvolti e ascoltati 365 giorni all'anno. Dobbiamo avere più coraggio. Bisogna creare nuovi spazi, nuovi strumenti per favorire la partecipazione dei cittadini. Non possiamo limitarci al vecchio Circolo degli iscritti e alla Festa dell'Unità.

Non ne possiamo più dei “governi delle larghe intese”. Dei ricatti e dei veti incrociati tra partiti.
Noi preferiamo vincere le prossime elezioni grazie a larghe intese con i cittadini su punti di programma: Un fisco più semplice, il rilancio dei consumi e dell'economia, riduzione della spesa pubblica statale, un mercato del lavoro che tuteli i non tutelati, meno burocrazia, green economy, un welfare moderno, la riforma della giustizia lumaca, nuovi diritti di cittadinanza, ius soli, abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, una sola camera con meno Deputati. Gli Stati Uniti d'Europa.
Un programma di governo concreto. Con proposte di riforme chiare e realizzabili:
Questa è la sfida che ci attende nei prossimi mesi. Qui a Sasso Marconi e in ogni altro luogo d'Italia.
Partecipa anche tu. Con Matteo Renzi, Adesso!

domenica 18 agosto 2013

Una Idea di PD

di Giacomo Selmi, 26 giugno 2013
Una cosa che è sicuramente cambiata nel nuovo secolo è quello che potremmo chiamare il paradigma informativo.
Non è mia intenzione affrontare qui il tema, anche perché non ne ho le competenze; mi basta però rilevare che l’accesso alle informazioni è drasticamente cambiato grazie allo sviluppo di nuove modalità e tecnologie.
Per quanto riguarda i partiti, questo cambiamento è stato significativo, modificando e, in alcune occasioni, ribaltando, l’asimmetria informativa che ha caratterizzato, in qualche modo, il secolo scorso: i partiti erano allora un mezzo per essere informati, le sezioni assolvevano anche al compito di far passare informazioni e notizie verso il basso a partire da una classe dirigente che, si supponeva, a queste informazioni aveva accesso.
In questo contesto era quindi “normale”, e quasi necessario per chi voleva approfondire i temi di attualità politica, frequentare le sezioni o comunque le sedi di partito, per mantenere un contatto con il mondo e venire informati, e formati, su quello che accadeva. E i partiti erano strutturati per affrontare quel modello, con dirigenti di vario livello, scuole e sedi.
Oggi non è più così. Le informazioni transitano spesso in direzione opposta: capita sempre più frequentemente che siano gli elettori ad essere più informati – o competenti – dei dirigenti di partito e siano quindi in grado, loro, di trasmettere contributi e informazioni, contribuendo all’elaborazione politica.
L’incapacità dei partiti di cogliere appieno questo cambiamento ha poi fatto sì che l’allontanamento di elettori e cittadini dalle loro sedi per cercare altri luoghi e ambiti in cui militare e influenzare la vita politica e sociale (spesso anche solo nel proprio ambito professionale) sia diventato un fenomeno non solo molto marcato, ma anche giustificato.
Premesso che l’esistenza dei partiti politici è da considerarsi comunque un arricchimento del contesto democratico del Paese, va capito come un partito possa e debba, oggi, evolvere e lavorare per continuare a “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, come descritto nell’Articolo 49 della Costituzione.
E’ evidente che la loro struttura non può più riflettere l’impostazione comune nei grandi partiti del secolo scorso, con una capillare presenza sul territorio e dirigenza “pesante”.
Quello che serve è invece un partito “leggero” e flessibile, capace di coinvolgere e di cogliere al volo quello che la società comunica, e al tempo stesso capace di comunicare alla società l’idea e la visione del Paese che nascono dall’elaborazione. Perché, alla fine, questo dovrebbe essere l’obiettivo ultimo di un partito: esprimere un “manifesto” di visione e governo del Paese, intorno al quale aggregare consenso e voti, e diventare strumento per il governo del Paese, nel rispetto della reciproca indipendenza tra governo e partito.
In questa direzione va l’idea di avere un segretario che sia anche candidato premier, capace di aggregare attorno a se idee e persone, rilanciando poi il manifesto come azione di governo. Un leader, come leader sono stati Blair e Schroeder, e come è, forse, adesso Miliband, tanto per citare alcuni esempi. (A questo proposito, sarebbe bene evitare di trasformare l’idea di leader nel babau del momento, ché l’alternativa è l’autogestione, la quale porta alla disgregazione o al personalismo, questi sì da evitare).
Ecco, così dovrebbe diventare il Partito Democratico. L’idea alla base della sua costituzione mi pare fosse proprio questa, poi qualcosa è andato storto.
Oggi possiamo ricominciare lì da dove la storia si era interrotta

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